Green Agricoltura Blog News Quaderno di Campagna: facciamo chiarezza.

Quaderno di Campagna: facciamo chiarezza.

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La materia delle registrazioni obbligatorie in agricoltura è regolata dal D.P.R. 23 aprile 2001 n. 290 la quale stabilisce che gli utilizzatori di prodotti fitosanitari devono utilizzare un “registro dei trattamenti” (il cosiddetto “quaderno di campagna”). Per la sua tenuta non è necessario uno stampato “ad hoc” (SONO AMMESSI ANCHE MEZZI INFORMATICI) ma è comunque necessario che siano indicati, oltre all’anagrafica dell’azienda: il calendario dei trattamenti effettuati, specificando: la data in cui è stato effettuato il trattamento; il prodotto utilizzato; il tempo di carenza; la dose/hl e la quantità totale; gli appezzamenti, le varietà e le avversità trattati; le date indicative di semina, trapianto, inizio fioritura e raccolta. Il “quaderno” deve essere compilato in tutte le sue parti e conservato presso l’azienda.

Il Quaderno di Campagna racconta la storia di tutto quello che è successo nell’azienda agricola, dalla semina alla raccolta. Ma è qualcosa di più di un libro o di una serie di fogli appesi in un magazzino o inseriti in un raccoglitore. Se ben gestito, è uno strumento insostituibile per la rintracciabilità delle produzioni e per garantire la sostenibilità del prodotto e del processo.

Ecco 3 cose importanti che agricoltori e tecnici devono sapere per gestirlo al meglio.

1. I trattamenti devono essere registrati obbligatoriamente, entro la data di raccolta… Ovvero: il registro dei trattamenti, parte integrante di un più completo Quaderno di Campagna (che può comprendere anche fertilizzazioni, note relative a piogge e irrigazioni, informazioni su altre operazioni colturali), deve essere tenuto obbligatoriamente da ogni produttore. Gli agrofarmaci impiegati in campo, ad esempio in operazioni di difesa anticrittogamica o diserbo, devono essere indicati sul registro dei trattamenti secondo quanto previsto dall’articolo 16, comma 3, del Decreto legislativo 150 del 14 agosto 2012 che indica fra l’altro:

(…) Sul registro devono essere annotati i trattamenti effettuati con tutti i prodotti fitosanitari utilizzati in azienda, classificati molto tossici, tossici, nocivi, irritanti o non classificati, entro il periodo della raccolta e comunque al più tardi entro trenta giorni dall’esecuzione del trattamento stesso.

2. Dal 1° gennaio 2014: difesa integrata obbligatoria. È lo stesso decreto legislativo indicato sopra, in attuazione della direttiva sull’uso sostenibile degli agrofarmaci, a segnalare:

(art 18) “La difesa fitosanitaria a basso apporto di prodotti fitosanitari include sia la difesa integrata che l’agricoltura biologica…”

(art 19) “1. Gli utilizzatori professionali di prodotti fitosanitari, a partire dal 1° gennaio 2014, applicano i principi generali della difesa integrata obbligatoria, di cui all’allegato III. (…)”

Molte tecniche utili per l’agricoltura sostenibile sono evidenziate in vari documenti, compreso il Pan recentemente approvato (piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari). Esse sono fondamentali per l’applicazione dei principi della difesa integrata: dalle tecniche di prevenzione, al monitoraggio delle infestazioni e delle infezioni, dall’utilizzo dei mezzi biologici, all’uso di prodotti fitosanitari con minor rischio.

3. Un Quaderno di Campagna ben gestito è la base per la rintracciabilità di filiera.

Si trova una definizione precisa nell’articolo 3 del Regolamento CE 178/2002

“la possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un alimento (…) o di una sostanza destinata o atta ad entrare a far parte di un alimento (…) attraverso tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione”

Registrando correttamente le operazioni colturali ed i dati delle singole unità produttive, dalla semina (o dall’inizio del ciclo produttivo) fino alla raccolta e individuando precisamente ogni singola partita di produzione, è possibile creare una vera e propria carta d’identità del prodotto che arriva sulle tavole dei consumatori o negli anelli precedenti della filiera. Con un codice, ad esempio un QR-Code, si può identificare univocamente un lotto e conoscerne (o comunicarne) le caratteristiche.

LE SANZIONI legate al mancato rispetto delle norme sull’uso sostenibile degli agrofarmaci

QUANDO COMMA COSA C DICE LA NORMA

Le sanzioni previste dall’articolo 24 del DL 150 del 14/08/2012 pubblicato sul Supplemento ordinario n. 177 alla Gazzetta Ufficiale n. 202 del 30/08/2012 ed entrato in vigore il 14/09/2012 al comma 13 prevede cheil

Mancato adempimento agli obblighi di tenuta del registro dei trattamenti:

Salvo che il fatto costituisca reato, l’acquirente e l’utilizzatore che non adempia agli obblighi di tenuta del registro dei trattamenti stabilito dall’articolo 16, comma 3, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria al pagamento di una somma da 500 euro a 1.500 euro. In caso di reiterazione della violazione è disposta la sospensione da uno a sei mesi o la revoca dell’autorizzazione (:In caso di revoca del “Certificato di abilitazione all’acquisto e all’utilizzo” in pratica, l’utilizzatore professionale -agricoltore o contoterzista- non potrà più effettuare trattamenti fitosanitari in quanto per potere utilizzare i prodotti fitosanitari e i coadiuvanti tale certificato è necessario).

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