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Siglato Accordo Italia-Cina per export erba medica italiana

Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo e le Dogane cinesi hanno raggiunto un’intesa per avviare le esportazioni verso la Cina di erba medica di produzione italiana. Il protocollo è stato siglato oggi dall’Ambasciatore d’Italia a Pechino, Ettore Sequi, e dal Direttore Generale del Dipartimento per la Quarantena dei prodotti animali e vegetali, Li Jianwei.

“Grazie all’impegno del nostro Ministero delle Politiche Agricole siamo riusciti a concludere un negoziato importante per le imprese italiane del settore – ha commentato l’Ambasciatore Sequi – Oggi le nostre aziende potranno accedere a un mercato in costante crescita che presenta, anche in questo campo, molte opportunità”.

“Continuiamo a lavorare con le competenti Amministrazioni per aprire le porte della Cina ai prodotti agricoli italiani che sono sani, sicuri e di qualità”, ha aggiunto l’Ambasciatore.

“Siamo al lavoro per favorire le esportazioni dei prodotti ortofrutticoli e orticoli italiani, eliminando le barriere fitosanitarie” – ha dichiarato il Sen. Gian Marco Centinaio, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo  -L’accordo siglato oggi sull’erba medica, dimostra come le intese bilaterali possano superare gli ostacoli e consentire l’apertura alle nostre imprese dei mercati in via di sviluppo e che offrono il maggiore potenziale di crescita commerciale, come ad esempio la Cina”, ha concluso il Ministro.

Secondo dati del Ministero dell’Agricoltura cinese, negli ultimi anni la domanda di erba medica in Cina è aumentata di quasi il 20% l’anno ed è prevista arrivare a 6,9 milioni tonnellate nel 2020. Il forte incremento nell’utilizzo di questo prodotto in Cina deriva dal sempre maggiore impiego nell’allevamento di mucche da latte da parte dell’industria casearia.

Nel 2017 il principale Paese esportatore di questo prodotto verso la Cina sono gli Stati Uniti con circa 1,3 milioni di tonnellate l’anno (per un valore di oltre 350 milioni di euro), seguiti da Australia, Spagna e Canada.
Fonte MIPAAF

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