8 Dicembre 2020 By Andrea 0

Cosa sono i Nematodi galligeni e come combatterli

Nematodi sono tutti quei vermi, cosiddetti cilindrici, che hanno un vero e proprio tubo digerente. I vermi che preoccupano gli agricoltori sono quelli che si comportano da parassiti, cioè che vivono a spese delle piante coltivate. I Nematodi si riproducono per via sessuata, cioè con l’accoppiamento tra sessi diversi.La femmina depone le uova in un ambiente ottimale per le larve che nasceranno, di solito in terreni molto umidipoco filtranti o con acqua ristagnate e vicino alle radici delle piante preferite.

La comparsa di Nematodi è favorita senza dubbio dalle condizioni ambientali a loro ottimali, cioè dalle alte temperatura e dall’alta umidità relativa. Molto spesso, in particolare nella coltivazione del pomodoro, si diffondono più facilmente se non vengono rispettate le rotazioni. Infatti, le monocolture e lo sfruttamento intensivo del suolo rientrano nelle cause principali della diffusione dei Nematodi, specialmente in serra. Certamente tra le cause principali è bene citare anche un inadeguato apporto di sostanza organica, causato da una sbagliata concimazione nei mesi precedenti l’infestazione.
Altra causa di meritata importanza è la trascuratezza della vegetazione infetta, che andrebbe eliminata prontamente.

Come abbiamo detto, i Nematodi vivono nelle radici a spese della pianta. Questo comporta un difficile e sicuramente ritardato riconoscimento da parte dell’agricoltore riguardo lo stato e l’entità del danno. I Nematodi galligeni hanno un apparato boccale provvisto di stiletti: grazie ad esso riescono a perforare i tessuti della radice della pianta in modo da cibarsi della sua linfa grezza.
Così facendo, è comprensibile che i Nematodi provocano un inadeguato apporto di elementi nutritivi alla pianta, la quale, in mancanza di questi, crescerà con delle malformazioni e non sarà in grado di essere completamente efficiente dal punto di vista vegetativo-produttivo.

La pianta risulterà così deperita, con foglie ingiallite e appassite. Ma la caratteristica distintiva che induce l’agronomo a constatare l’infestazione da Nematodi è senza dubbio la presenza di galle sulla superficie delle radici della pianta. Le galle (da qui il nome di Nematodi galligeni) sono delle protuberanze di forma tendenzialmente sferica dovute ad una proliferazione delle cellule vegetali, proprio a causa della presenza del verme.
Spesso, a seconda del tipo di galla, si può riconoscere il Nematode responsabile dell’attacco. Le galle contribuiscono ancor di più all’inadeguato apporto di sostanze nutritive dalle radici (specialmente quelle più piccole) alle parti aeree della pianta e, soprattutto se la pianta è giovane, ne possono provocare la morte prematura. 

In agricoltura convenzionale, i Nematodi vengono eliminati tramite l’utilizzo di prodotti chimici.
Questi intervengono direttamente nel terreno annientando i parassiti. In alternativa ai prodotti chimici, i rimedi più efficaci partono come sempre da un’adeguata gestione del suolo e dalle giuste tecniche agronomiche applicate.  La prevenzione quindi è la parola chiave per contrastare questo tipo di avversità. Alcune soluzioni le abbiamo già citate sopra, come il favorire la biodiversità, le rotazioni colturali, l’apporto di sostanza organica (stallatico ad alta concentrazione di carbonio e microflora). Le rotazioni andrebbero effettuate con specie poco sensibili all’attacco di Nematodi (graminacee).  Evitare i ristagni d’acqua e favorire una maggior filtrazione in terreni molto argillosi è un altro metodo da tenere in considerazione. La concia delle sementi è fondamentale! Questa tecnica protegge i semi e li rende più vigorosi nei confronti degli attacchi parassitari. A fine coltura, è importantissimo sradicare le piante infestate e distruggerle (bruciarle). Sempre a fine coltura è utile anche il sovescio.

Le  tecniche Biologiche che si possono adottare e hanno dimostrato alta efficienza consistono nell’utilizzo di microrganismi antagonisti dei nematodi e  nell’applicazione di sostanze naturali dotate di attività biologica contro i patogeni e i parassiti del suolo. La tecnica più usata prevede l’utilizzo di estratti naturali tra quali i tannini del castagno